Il Lago di Garda è uno spicchio di Mediterraneo incuneato nelle Prealpi lombardo-venete: del mare nostrum ha infatti la luce, l’aria, i profumi, i colori e i sapori... Così lo visse e lo godette Catullo, così lo cantò Virgilio («fluctibus et fremitu adsurgens Benace marino», “Benaco che insorgi con fremito e flutto simile al mare”), così lo vide anche Johann Wolfgang Goethe nel suo viaggio in Italia nel 1786, che si meravigliò dei suoi romantici panorami e di vedervi crescere e maturare anche i limoni.
La cultura gastronomica che si è sviluppata sulle sue rive privilegia naturalmente il pesce, di cui abbondano le limpide acque: ben una quarantina sono infatti le specie ittiche che lo popolano, e alcune di esse sono autoctone, altre approdatevi dalle acque afferenti, altre ancora immessevi dall’uomo per garantirsi una pesca sempre sicura.
Oltre alla ricchezza dei prodotti naturali, la cucina gardesana annovera poi una cospicua varietà di preparazioni, perché ben quattro culture gastronomiche diverse si affacciano sulle sue rive: la bresciana a ovest, la trentina a nord, la veronese a est e la mantovana a sud, e tutt’e quattro in qualche modo si contaminano e vivono di reciproci rimandi. Così le àole salè (alborelle essiccate in salamoia) di Lazise sulla sponda veronese hanno la loro eco nelle àole di möla o de müra della sponda bresciana e nelle àole salàe di Brenzone e Malcesine. Così il carpione lessato di Garda ha il suo referente in quello ai ferri trentino, così il luccio in salsa del mantovano si scambia il saluto con il trentino luccio alla torbolana e con quello in concia. Altri piatti sono invece di tutte le sponde, come i risotti di tinca o di carpa, le sardelle (sardéne) allestite in vari modi, i chiodini trifolati e altri.
La parte del leone la fa comunque il pesce, la cui cattura era un tempo molto praticata, mentre oggi sono notevolmente diminuiti i pescatori di professione. In compenso sono assai numerosi i centri che promuovono la silenziosa e meditabonda pesca amatoriale, perché sul Garda si può pescare tutto l’anno, fatte salve le specie che in certi periodi non possono essere catturate.
Per gustare la tipica cucina gardesana, occasioni privilegiate sono le feste e le sagre che si svolgono su tutte le sponde all’insegna dei vini e dei piatti tradizionali, soprattutto durante l’estate.