Se è vero, come pare, che la cucina piemontese è una delle più importanti d’Italia; tuttavia, escludendo gli addetti ai lavori, non è molto conosciuta al di fuori dei confini regionali. I piatti della nostra cucina regionale: da quelli più rinomati come la bagna càuda, gli agnolotti, e i tajarin, a quelli, solo meno noti, ma altrettanto squisiti, di provenienza più strettamente locale e di preparazione quotidiana. La gastronomia piemontese è infatti incredibilmente ricca di ricette originali, geniali e semplici al tempo stesso, ciascuna delle quali affonda le proprie radici nel territorio di appartenenza dal quale ha dovuto prendere, soprattutto per necessità, gli ingredienti necessari alla loro preparazione.
Le radici storiche da cui deriva il “ricettario” che troverete
nel proseguo sono infatti prevalentemente “popolari”; 100, 200 o 300 anni fa gli stessi piatti, con ricorrenza differente, stavano sulle povere tavole dei nostri avi; preferendo, l’aristocrazia
di corte sabauda e le classi borghesi cittadine più agiate, rivolgersi alla tradizione culinaria francese.
Gli stessi proverbi che qua e là arricchiscono il “ricettario” sono il frutto, ora serio ora irridente, della saggezza popolare delle generazioni di piemontesi che ci hanno preceduto, nei borghi e nelle campagne.
E, infine, poiché il Piemonte è la principale regione enologica italiana, per qualità di prodotti e numero di certificazioni DOCG e DOC, abbiamo trovato naturale affiancare ai piatti proposti anche il vino, nella speranza, da dilettanti, di non offendere la suscettibilità di un sommeiller professionista.
Allora, buona lettura e buon appetito!