A Vicenza, come altrove, storia, economia e padelle s’intrecciano per tessere la cultura di una terra che le tavole di casa raccontano. Anche in terra vicentina indagare le consuetudini di cucina consente di comprendere le vicissitudini di un popolo che ha sempre praticato l’arte di ingegnarsi e arrangiarsi per soddisfare il bisogno primario di sfamarsi e risolvere l’umano desiderio di procurarsi soddisfazione nel farlo. La cucina vicentina riflette un’Italia contadina, proletaria e borghese, non quella nobiliare della quale non rimangono testimonianze. La cultura gastronomica, di conseguenza, esprime piatti poveri e piatti di festa. È ragionevole supporre che proprio la fragilità economica, che era alla base di tante polente, tante scodelle di latte e tanto pesce secco, abbia originato il pregiudizio che i vicentini riservassero attenzioni ai gatti che gironzolavano tra le cucine di casa e delle osterie, o quello diffuso che vuole i fornelli dediti alla sola pratica della lenta cottura del baccalà.
Ad arricchire il panorama di tanti desinari che sempre si concludono con la grappa, ci sono infine le varianti, una per ogni famiglia si potrebbe dire e ciascuna a riflettere l’anima di un nucleo, tradizioni distinte e orgogliose di raccogliersi sotto l’ombra del campanile. Questo quaderno di ricette dona al lettore le versioni domestiche dei cibi vicentini raccontate dai protagonisti.
Finiture: Brossura
Formato: 13,5x19 cm
Pagine: 128
Numero illustrazioni:
Lingua: Italiano
ISBN: 9788857100609
Prezzo: € 5,95