Non è illustre come il lago di Como manzoniano. Non è rinomato come il lago di Garda, baciato da migliaia di turisti ogni anno. Nonostante questo è un grave errore considerare il lago Maggiore come il più sfortunato dei tre. Chi conosce certe zone, chi le ha visitate, ben ricorda l’inquieta bellezza di questo specchio d’acqua. Non accogliente come il più docile Lario 1, non umanizzato come il Bènaco 2 e le sue spiagge, il lago Maggiore (Verbano, il suo nome) è in gran parte una risorsa ancora da coltivare. Tanto nel versante piemontese – un tempo acclamatissimo: oggi ancora prestigioso ma di certo non ai vertici degli altri laghi – quanto nelle altre sponde. Intorno al lago Maggiore si intrecciano storie ed esperienze, fortissime tradizioni prealpine che la gente – forse un po’ affrettatamente – ha rinnegato negli anni dello sviluppo industriale e che oggi, appassito il mito del consumismo a tutti i costi, tenta di riscoprire. Cosa non sempre facile, perché per ogni onesto scampolo di memoria si contano numerose ricostruzioni artificiose: un po’ ideali, un po’ di comodo.
Finiture: Brossura
Formato: 16,5x24
Pagine: 112
Numero illustrazioni:
Lingua: Italiano
ISBN: 9788857100203
Prezzo: € 8,50