È una terra fortunata quella bresciana: bagnata dalle acque del Garda, del lago d’Iseo e del lago d’Idro, rinfrescata dai boschi montani e dalle colline verdi di vigneti. Questa provincia vanta, oltre a una natura splendida e a una storia antica, una tradizione gastronomica che nulla ha da invidiare a quelle delle vicine province di Mantova, Verona e Milano che pure, per ovvie ragioni di dominio storico-culturale, l’hanno in parte influenzata. Il territorio bresciano, comprendente la montagna, i laghi e la pianura, è ricco di tradizioni enogastronomiche assai variegate. Se è vero che ogni popolo esprime la sua arte culinaria fondamentalmente con i prodotti locali, è ragionevole che le ricette messe a punto dalle massaie della Valcamonica siano basate in prevalenza su ingredienti che a Desenzano non erano materialmente reperibili e viceversa. Le aole o alborelle, pescate lungo tutta la Riviera bresciana del lago di Garda, sono un materiale gastronomico che gli antichi abitanti della Val di Corteno sicuramente non avevano la possibilità di utilizzare. Il celeberrimo cuz di Corteo Golgi, preparato con grassi castrati da venticinque o trenta chili, a Salò era pressoché sconosciuto.
Oltre alla vastità del territorio e alla diversa disponibilità degli ingredienti di base, la vicinanza a una provincia piuttosto che a un’altra ha fatto sì che nelle diverse zone di confine del territorio bresciano si adottassero abitudini culinarie differenti, secondo quel normale processo di scambio culturale che, per uguali condizioni umane e di materie prime, tra “vicini di casa” è all’ordine del giorno. Questo dialogo ha permesso di introdurre piccole varianti alle preparazioni gastronomiche aumentando semmai, e non mitigando, il potenziale creativo delle cuoche.
Concedersi ogni tanto un piatto uguale a quello preparato dai nostri nonni significa ritrovare un po’ di amore e di rispetto per il passato e tenere in vita tradizioni che altrimenti le generazioni future non potrebbero conoscere. Basta scegliere: piatti di pesce d’acqua dolce, dalle alborelle al luccio, dalle trote al lavarello, piatti di carne, stufati, arrosti e salumi, senza dimenticare i funghi, di cui questa terra è generosa, e i formaggi, ormai rinomati anche fuori provincia come il bagòss. A ogni piatto sarà possibile accompagnare il suo buon vino: bianco e nero di Franciacorta, il chiaretto, il botticino, il cipriano e i bianchi della Riviera.